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Foto River Po Csi Torino Calcio

Il 17 di agosto 2014, una bruttissima notizia, ha rattristato e lasciato un grande vuoto nel mondo Riverita, la scomparsa di un fratello, Enzo Marranghella.

A darne la notizia un suo grande amico Carlo Misischi che con lui aveva un rapporto speciale.
Insieme avevano fondato il River Po, dopo la dipartita dal Dravelli, e fu lo stesso Enzo a trovarne il nome.

Caro Enzo, ci eravamo un po persi di vista, dopo la tua ultima partita con noi, ma puntualmente il tuo nome e tuoi aneddoti rispuntavano ad ogni cena di fine anno o di fine stagione, quasi a certificare il segno indelebile che avevi lasciato nei nostri ricordi.
Ora non ci sei più, e per chi ti ha conosciuto sembra incredibile che questo possa essere successo.

Ti ricordiamo con affetto e siamo sicuri che da lassù continuerai a segurci e a fare il tifo per noi!

Per quelle strane coincidenze della vita, a questa brutta notizia se n'è legata subito un'altra. Il Presidente telefonava per dare la notizia della scomparsa di Enzo, al nostro ex allenatore del Dravelli, Toni, e la moglie spiegava che anche lui era mancato da un anno, il 5 agosto del 2013, scusandosi per non essere riuscita ad avvisare i tanti ragazzi che lui aveva allenato.

Che dire, tutti i veterani del Dravelli condivideranno questa mitica frase di Toni, che abbiamo sentito all'infinito e che ci ha sempre fatto sorridere e divertire, ma che oggi assume un significato molto più caro e sentito:

"Vai Enzo, che sei veloce!"

Qui di seguito ricordi e pensieri dei suoi amici del River Po.

CARLO:
"Se questa squadra è ancora a battagliare e a divertirsi sul campo è anche molto per merito suo che mi ha affiancato nel mio folle progetto "anarchico". Ed è sempre lui che ha dato il nome River Po alla squadra.
Ha continuato a crederci anche e nonostante i disastrosi inizi con i nostri ultimi posti e la sfilza interminabile di sconfitte. E chi lo conosce sa come si incazza quando perde. Eppure in quegli anni è sempre stato presente, anche in inverno (e anche qui chi lo conosce sa cosa voglio dire). Certo, dovevo passare da casa a svegliarlo, ma alla fine c'era sempre.
Solo una cosa poteva permettere tutto ciò, l'amicizia.
Ed Enzo è per me un amico insostituibile.
Difficilmente si possono immaginare due persone più diverse. Ma sono sicuro che è grazie a questa diversità che Enzo mi ha scelto come suo amico. Ha visto in me qualità che con il mio carattere introverso tenevo nascoste al mondo e a me stesso dietro uno spesso paio di occhiali da nerd. Ma lui ha visto oltre.
Spesso in situazioni in cui tiravo fuori bene il mio carattere, mi guardava con espressione compiaciuta e scherzando diceva, vantandosi con gli altri amici, "voi non sapete come l'ho preso e invece guardatelo ora", considerandomi quasi una sua creazione. In realtà dietro al tono scherzoso c'era anche una parte di verità. Non so se gli altri abbiano mai capito veramente cosa voleva dire, ma io lo so e, anche se adesso può sembrare tardi, gli dico GRAZIE.

Chiunque guardasse con occhio distaccato la vita di Enzo non avrebbe mai potuto usare l'aggettivo straordinaria.
Ma vi posso presentare un gruppo di amici, che lui ha formato nel corso di vent'anni, scegliendoci uno alla volta, ognuno dei quali vi potrà testimoniare di come per lui Enzo sia un amico unico e insostituibile, fuori dall'ordinario, come solo poche persone riescono a essere nella vita.

Enzo non se ne va lasciando il vuoto al suo posto.
Enzo ha lasciato una traccia nelle persone a cui ha voluto bene.
Ha sicuramente lasciato una traccia in me e spero di essere degno della fiducia e dell'amicizia che ha sempre avuto per me e di onorarla ogni giorno con la mia vita."

AURELIO:
"Sarò molto sintetico...
Con Enzo ho passato il mio ultimo anno di superiore e condiviso con lui l'emozione dell'esame di maturità...  Ed è grazie a lui se sono tornato a giocare, fui proprio lui a portarmi nel mitico Dravelli!
Grazie Enzo.. fai il tifo per noi da lassù!"

SANDRO:
"Ciao Carlo, grazie a te per le belle parole. Tu sai, come me, cosa sia stato condividere quegli anni al Dravelli, fatti di gioventù, voglia di emergere, voglia di cominciare a diventare uomini. Quando arrivò era un ragazzino, figurati, io avevo 18 anni, lui appena 14 o 15. Un paio d'anni di panchina insieme e poi lui è esploso, come giusto che fosse. Di lui mi ricordo le risate in panchina, le incazzature, le emozioni quando il Mister ti diceva di cominciare a scaldarti. Lo aveva portato Paolo Benetti, il primo allenatore del Dravelli Bis. Lo aveva raccattato a Tetti Piatti dove abitavano entrambi.Vi ricordate quando Toni disse "Mi sono girato e la panchina si era alzata ed era andata via…eravamo io ed Enzo, alle 9 del mattino di gennaio a prendere freddo con i piedi gelati e neppure un minuto in campo. 
Sai qual è la prima immagine che mi è passata davanti agli occhi quando Aure ieri mi ha dato la brutta notizia? Enzo ai tempi del Dravelli che corre su un pallone impossibile, arriva prima di tutti e segna! Un ragazzino esplosivo!"

RENATO:
"Mi aggrego anch'io all'ultimo saluto. Leggendo, mi sono passati davanti quasi tutti i 15 anni passati con il Dravelli
ci assegnavano sempre i campi più lontani (vedi la Colletta) oppure gli orari più assurdi ,come per l'appunto in pieno
inverno alle nove di mattina, ma si riusciva sempre a essere in undici e con gli schemi e le tattiche  di Toni spesso
arrivavano i risultati.
Sono passati anni dal mio ultimo campionato con il Dravelli e come tutte le cose che hanno fatto parte di te e della
tua vita non vorresti avessero mai fine, ma non è cosi' purtroppo, ti rimangono i  ricordi dei momenti e delle persone 
che hai vissuto.
Ciao Toni
Ciao Enzo"

 

In ricordo di Enzo e Toni
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